Come cambia la consulenza

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Discountizzazione dell’esistenza professionale. La consulenza in formato discount con tariffe in saldo non è una notizia positiva per i classici player di questo mercato, come Accenture, McKinsey o Capgemini, ad esempio. Però può essere una buona notizia per i molti manager attualmente inoccupati e che stanno cercando, senza riuscirci, una ricollocazione. E può rappresentare forse una possibile strada di evoluzione del concetto di consulenza, delle sue modalità di erogazione, che da anni sono ferme sul concetto di relazione e conoscenza fiduciaria delle persone. Forse l’evoluzione della tecnologia, dei contesti social, la diffusione dell’informazione può portare a questo mercato economie di scala altrimenti non raggiungibili, pur mantenendo un livello di qualità elevato e anzi addirittura in alcuni casi superiore. E’ chiaro che esistono diversi tipi di consulenza e c’è una certa differenza tra la consulenza di livello alto, strategico piuttosto che quella a carattere operativo/progettuale. Ma ci possono essere spazi di evoluzione anche per la consulenza a livello strategico.

Non tutte le aziende possono permettersi costose e abbondanti portate di “pregiata” consulenza condite con migliaia di slide in powerpoint. Consigli, strategie e analisi senza fronzoli e orpelli è il motto degli operatori come Skillbridge, una piattaforma online con migliaia di freelance a catalogo, che promette servizi veloci e di qualità a prezzi super scontati. Per esempio, una dettagliata strategia e politica dei prezzi a 1.500 dollari, McKinsey potrebbe chiedere 5 volte tanto. E a proposito di McKinsey sta per nascere McKinseymons, che come suggerisce il nome utilizza ex dipendenti e consulenti ora mamme che vogliono continuare a “consigliare” ma a ritmi meno sostenuti e più flessibili. Un mercato in fermento dove le formule sono le più svariate. Si va dalle piattaforme come Hourlynerd, che utilizza laureandi e laureati delle grandi business school alla “do-it-yourself”, consulenza di Vistage che propone ampi programmi anche di coaching per facilitare lo scambio e l’aiuto reciproco tra imprenditori o CEO. Interessante notare che un freelance guadagna su alcune di queste piattaforme mediamente 5.000 dollari al mese. Non male come possibile idea di business.

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